Il vostro spazio

Junio ci scrive di come il gemellaggio abbia cambiato la sua vita:

"Se mi fermo un attimo, ci rifletto bene sopra, mi rendo conto che sono state migliaia le circostanze della mia vita quotidiana che, se fossero andate diversamente, avrebbero scritto una storia completamente differente da quella che sto vivendo in questo momento. 

Bastava uscire di casa ad un’ora diversa di un mattino, incontrare una persona diversa, prendere una strada diversa dal solito o decidere di andare ad un evento piuttosto che ad un altro, perché mi trovassi in un posto completamente diverso a fare delle cose completamente diverse da quelle che sto facendo adesso. Tutto poteva essere diverso ed io potevo non essere quello che sono adesso, nel bene o nel male.

L’universo ha quindici miliardi di anni. E per tutto questo lunghissimo tempo miliardi di miliardi di circostanze sono andate tutte esattamente come sono andate perché io nascessi ventisette anni fa e arrivassi fino ad oggi in questo bellissimo angolo di Francia a scrivere che cos’è e che cosa è stato per me fin ad adesso il Gemellaggio.

La vita di un uomo normale può essere abbastanza monotona nella sua naturale bellezza. I ritmi quotidiani sono quelli che scandiscono la nostra esistenza. Sveglia, lavoro e/o studio, mangiare, famiglia, amicizie e via dicendo. Il mondo che conosci è abbastanza netto e definito e per il nuovo e lo sconosciuto, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, c’è poco spazio. Ma poi succede qualcosa di tremendamente inaspettato: conosci una persona, che ti chiede un piccolo favore e davanti ai tuoi occhi si estende un mare infinito di nuove circostanze e possibilità che fino a quel momento ti era completamente estraneo. Il primo passo in questo mare è fare la scoperta che i confini del tuo mondo non sono poi così definiti come credevi e che il nuovo e lo sconosciuto sono sempre dietro l’angolo. Fai nuove amicizie e conosci persone che ti parlano di luoghi e altre persone che fino a quel momento pensavi, probabilmente, che non avresti mai visto in vita tua. Ti raccontano storie e ti mostrano foto accendendo in te un interesse per qualcosa che fino a quel momento non avevi, spingendo te e la tua curiosità a fare il secondo passo che è fondamentale e, probabilmente, il più importante nella storia di qualsiasi persona che fa parte di un gemellaggio.

 

Il primo incontro.

Occorre fare una piccola premessa. Mediamente chi ci sta intorno (nonostante il mondo di oggi sia molto più aperto di quanto lo fosse quaranta anni fa) condivide le nostre idee perché questo è il principio base con il quale l’essere umano stringe amicizie, relazioni e alleanze. Ma soprattutto, cosa più importante, parla la nostra stessa lingua e condivide la nostra cultura, almeno parzialmente (non si sa mai..). Ma poi come abbiamo detto, arriva il primo incontro. Per me che ho incominciato a conoscere l’Europa relativamente tardi rispetto a tante altre persone, il primo reale incontro con due ragazze  scozzesi che avrei dovuto ospitare una settimana è stato rivoluzionario. Le storie, le immagini e le foto che ti sono state raccontante fino a quel momento si concretizzano nella visione di due ragazze ferme in piedi sulla porta di casa tua, con la valigia in una mano e la borsa per il violino nell’ altra, che non è detto parlino la tua lingua e abbiamo i tuoi stessi interessi, ma soprattutto, non è scontato che condividano la tua stessa cultura, nonostante la comune passione di coloro che fanno parte di un Gemellaggio. È un momento che personalmente mi piace definire come magico ma anche spaventoso in quanto è quello in cui le tue aspettative, le tue idee, le immagini che hai nella testa e le storie che ti sono state raccontante si confrontano finalmente con quella che è l’effettiva realtà delle cose e, come tutti sappiamo, la realtà a volte può essere dura. Il mio primo incontro con l’Europa è stato strano, ho adorato alcuni aspetti e ne ho detestati altri, ho condiviso brutti e bellissimi momenti. Cosa più importante, mi sono divertito un casino e ho scoperto dove vorrei andare a vivere in futuro.

A questo punto i primi due passi necessari sono stati fatti e l’infinito mare di possibilità che il gemellaggio ti offre è lì davanti ai tuoi occhi pronto per essere afferrato, serve solo il coraggio di allungare la mano e prenderlo. I viaggi diventano più frequenti e le persone che fino a quel momento consideravi sconosciuti e/o stranieri diventano amici e conoscenti. Stringi relazioni e amicizie del tutto nuove e ogni giorno ti si prospettano nuove possibilità. Ma ci vuole impegno e lavoro, tanto lavoro, perché il Gemellaggio è una cosa che può dare veramente tanto ma richiede in cambio altrettanto. Non bisogna fare l’errore di pensare che sia un agenzia di viaggi. Non lo è.

Per quanto mi riguarda rimane un ultimo passaggio in tutta questa storia ed è quello che mi ha portato qui dove sono adesso.

Sei davanti al mare infinito di possibilità che ti è stato offerto dal Gemellaggio e ad un certo punto in lontananza scorgi qualcosa di diverso e ancora mai immaginato. Una possibilità recondita che molti prima di me hanno colto al volo, anche per vie traverse, senza rifletterci sopra ma sul quale io, non nascondo, ho riflettuto parecchio. In quanto studente di antropologia culturale, questa è una cosa che mi ha dato veramente molto sul quale riflettere. Fino al 23 settembre del 2016 mi sono svegliato ogni mattina e ho parlato italiano con la mia famiglia, incontrato i miei amici, ho scherzato e ho passato la mia giornata con loro, sono tornato a casa e ho continuato a parlare italiano. Poi ho preso un aereo, sono venuto in Francia a Cournon per un gemellaggio di 4 giorni (molto divertenti) ma quando il gruppo di Ariccia è ripartito, io sono rimasto qui. Da 6 mesi, da quando mi sveglio fino a quando vado a dormire, per la maggior parte del tempo parlo francese: con la famiglia che mi ospita parlo francese, ho conosciuto nuovi amici francesi e il mondo che vedo dalla mia finestra ogni mattina è completamente diverso da quello che vedo dalla finestra di camera mia in Italia. Il mio mondo è cambiato drasticamente negli ultimi sei mesi ma nonostante tutto, e grazie a tutto questo, ogni mattina quando mi sveglio vedo nuove possibilità che fino a quel momento mi erano precluse, nuovi percorsi che mi erano sconosciuti e nuove persone che se forse fossi uscito più tardi una mattina di casa non avrei mai visto né conosciuto. Vivere all’estero per un anno è un esperienza che cambia di molto il tuo modo di vedere le cose e ti fa domandare quale sarà il tuo prossimo passo alla fine di questa avventura. Se mi dovessero domandare adesso se voglio tornare in Italia non so se risponderei “sì” a cuor leggero.

Il gemellaggio è tutto questo. Una grande, infinita distesa di possibilità alla portata di chiunque, abbastanza onesta che può essere sfruttata  nel modo giusto senza abusarne e che a me è stata offerta solo perché ho detto di sì alla richiesta di una persona che probabilmente non dimenticherò mai più.
Un grande saluto da Cournon D’Auvergne. Ci rivediamo tra sei mesi, forse…

Junio Valerio "

Ringraziamento a Marie-Paule

Un sincero ringraziamento a Marie-Paule Starquit per il suo enorme contributo alla formazione del gemellaggio di Ariccia, e per averlo guidato verso il punto in cui si trova oggi.

Avvertenza

Le nostre attività sono aperte a tutti i residenti del comune di Ariccia e paesi limitrofi! Contattateci e unitevi a noi in questa fantastica avventura.

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