Il vostro spazio

Giulia ci racconta di come ha conosciuto il gemellaggio e quanto sia importante per lei questa attività:

"Il mio primo incontro con il gemellaggio è stato del tutto improvviso.

Facevo il liceo in quel periodo e un giorno, di punto in bianco per il corridoio, incontro la mia professoressa che mi blocca e fa: “tu sei di Ariccia”? Io, che non capivo il perché di quella domanda, risposi un “sì” come di riflesso: come quando alla posta ti chiedono conferma della tua residenza leggendolo sul documento d’identità. In meno di un mese, mi ritrovai su un aereo per la Francia, diretta ad una città di cui, sinceramente, ignoravo persino l’esistenza, circondata da persone che non avevo mai visto prima e, in mezzo a loro, alcuni ragazzi incontrati per i corridoi di scuola, con i quali avevo scambiato una mezza frase ogni tanto. Fortunatamente per me, una mia amica stretta, che aveva suggerito alla prof di dove fossi, era già stata catapultata a sua volta in questo piccolo mondo e viaggiava con me, noi due dirette alla stessa famiglia francese che ci avrebbe accolto per una settimana.

Quel periodo è stato diverso da qualsiasi altro. Sebbene non fossi molto ferrata nel parlare la lingua, tutti erano così gentili e disponibili che quasi non me ne sono accorta: tra parole e gesti ci capivamo perfettamente. Anche quello di cui mi preoccupavo maggiormente, cioè essere ospite in casa di persone che non avevo mai conosciuto prima, si rivelò del tutto priva di fondamento non appena conobbi la coppia che mi ospitava.

Per di più, ero capitata in un viaggio particolare: Cournon festeggiava un anniversario del gemellaggio con la città di Ariccia, quindi mi ritrovai in un’atmosfera di festeggiamenti. Tutti erano impazienti di arrivare al giorno della manifestazione e noi siamo stati trascinati nello stesso stato d’animo, tanto che a distanza di anni, ancora ricordo l’intera giornata e quanto ci siamo divertiti a partecipare alle varie attività organizzate dai nostri ospiti francesi.

Ciò che mi ha stupito più di tutto in questa mia prima esperienza con il gemellaggio (e continua a stupirmi ad ogni nuova), è che ho conosciuto non solo tante persone non italiane, che non credo avrei mai incontrato altrimenti, ma soprattutto persone che vivono vicino a me: ad Ariccia o nei comuni vicini. Queste sono persone che probabilmente avrei incontrato comunque:  forse al supermercato o forse avrei condiviso con loro una sala del cinema, ma con cui non avrei mai parlato, discusso o, semplicemente, con cui non mi sarei mai scambiata un “buongiorno”.

Quindi sì, per me il gemellaggio vuol dire imbattersi in altre culture, praticare lingue diverse dalla mia e anche, magari, poter ospitare qualcuno o essere ospitata; ma soprattutto vuol dire incontrare e conoscere persone che tutto sommato mi sono vicine, acquisendo nuove informazioni sulla città in cui vivo e sulla realtà che mi sta intorno. È un sistema per uscire dalla bolla che ognuno di noi costruisce intorno a sé ed interagire con altre bolle, rendendole sempre più grandi e complete di opinioni, idee, voglia di fare e di condividere. Secondo me, ognuno di noi dovrebbe cercare di non chiudersi nella sua piccola bolla ed il gemellaggio è il mio modo per farlo.

Giulia "

Ringraziamento a Marie-Paule

Un sincero ringraziamento a Marie-Paule Starquit per il suo enorme contributo alla formazione del gemellaggio di Ariccia, e per averlo guidato verso il punto in cui si trova oggi.

Avvertenza

Le nostre attività sono aperte a tutti i residenti del comune di Ariccia e paesi limitrofi! Contattateci e unitevi a noi in questa fantastica avventura.

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